Il riscatto dei campioni. Gianfranco Mione e Beatrice Lanza vincitori del 1° Triathlon Internazionale Città di Cagliari
E' l'ex campione italiano, Gianfranco Mione, a meritarsi il podio più alto al 1° Triathlon Internazionale Città di Cagliari. Concentrazione e tenacia, oltre che, ovviamente, un solido allenamento alla base, hanno consentito al campione della Peperoncino Team di aggiudicarsi il primato in classifica con 1h 49' 59" nella distanza olimpica ( 1.500 m . nuoto, 40 km ciclismo, 10 km corsa). Dopo una buona frazione di nuoto (terzo piazzamento assoluto), la seconda frazione lo ha visto retrocedere all'ottavo posto per poi risalire al primo posto nella frazione di corsa e così guadagnare il margine di vantaggio necessario alla vittoria. Dietro di lui, a soli pochi secondi, gli altri grandi favoriti alla vittoria finale. Al secondo posto Conceicao Cavanha Mauro, tesserato con la Cerbero (a 42" dal primo), terzo Galasso Dario, sempre della Peperoncino Team (a 55" ), al quarto posto troviamo il migliore tra i sardi Pierluigi Musu della Cerbero (a 1' 57" ).
In campo femminile si è confermata la favorita Beatrice Lanza della ktm triathlon (2h 00' 11" ), che nonostante non avesse del tutto smaltito le fatiche olimpiche del triathlon di Atene, non ha voluto tirarsi indietro ed anzi è riuscita a regalare pillole di puro agonismo quando ha "combattuto" gomito a gomito con l'altra favorita, la svizzera Burli Simone, per poi spuntarla solo all'ultima frazione e avere la meglio, giungendo al traguardo 2' 30" prima della rivale svizzera. Terza classificata, in campo femminile, la campionessa italiana Stefania Bonazzi (a 3' 07" ). Mocci Katiuscia della Fuel Triathlon è la prima delle sarde (a 25' 54" ).
Disabili senza frontiere. L'antitesi dell'egoismo.
Quella di oggi è stata una giornata storica. Chi l'avrebbe mai detto che in una specialità sportiva così variegata come lo è il triathlon si sarebbe parlato di reale pratica da parte dei c.d. diversamente abili? Grazie alla loro tenacia, forza di volontà e, naturalmente, passione per lo sport, ci siamo abituati ad ammirarli in tantissime discipline sportive (atletica, basket, nuoto etc.). Questa no! Fino ad oggi mancava! Perlomeno ufficialmente. Già perché in pratica qualcuno si è allenato già da tempo ed oggi è stata l'occasione per potersi "mettere in gioco" con i normodotati e, seppur in una distanza sprint (metà del percorso dell'olimpico), hanno saputo competere e aggiudicarsi, in proporzione, dei piazzamenti parziali di frazione molto vicini o addirittura migliori ai livelli dei triatleti dell'olimpico (ad es. nella frazione di nuoto). Un forte plauso va a loro che come sempre hanno saputo regalarci, oggi più di altre volte, la loro voglia di vivere e lottare anche in una sana disciplina quale è il triathlon, con la certezza che quella di oggi è stata la gara spartiacque tra il passato ed il futuro delle nuove frontiere dei diversamente abili, e non solo in senso sportivo. Una citazione la meritano coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa, i tanti volontari, e soprattutto non può non meritare la vetta chi ha fortemente voluto allestire un simile evento, il veterano degli atleti Sandrino Porru.
Per la cronaca, Marco Recalegari della Polha Varese si è aggiudicato il primo posto con 1h 03' 48" . Dietro di lui Ettore Pacini della Associazione Tricolore Modena a 12' 32" . Terzo e primo tra i sardi Sandrino Porru della Saspo Cagliari a 14' 57" .
